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Review aus Italien für »Forced to Kill« bei aristocraziawebzine.blogspot.com, 21.10.2011

In Deutschland ist der traditionelle Heavy Metal bereits seit langem tief verwurzelt. Es ist unnötig zu erwähnen, dass er seither viele Gruppen wie die Scorpions, Running Wild oder die gefeierten Heavens Gate hervorgebracht hat.

In den letzten zehn Jahren fand in großem Umfang eine Rückbesinnung zum Metal der 80er Jahre statt. Vor allem die jüngeren Fans wollen zu den Ursprüngen des Genres zurückkehren und dessen Wurzeln wieder neu beleben (an dieser Stelle müssen wir kurz innegehalten und uns fragen warum?).
Was ist der Grund für dieses Phänomen? Tatsache ist, dass die USA und Europa scheinbar stillschweigend eine Vereinbarung darüber getroffen haben, welche den Heavy Metal wieder zum Glanz und zur Größe früherer Tage führen soll. Unter der Vielzahl von Labels und Bands die hierzu ihren Beitrag leisten, gehört auch die Band Headless Beast.
Die Band aus Ulm ist seit über einem Jahrzehnt aktiv. Nach der Veröffentlichung einer EP im Jahre 2004 (Never too late) erscheint nun im Jahr 2011 das offizielle Debüt mit dem Titel »Forced to kill«.

Das was ich in meinen Händen halte, ist eine in Eigenregie produzierte CD mit sehr viel Liebe zum Detail. Ein Booklet das alle Texte und Bilder enthält, sowie die Geschichte des kopflosen Reiters erzählt (wer erinnert sich nicht an die Legende von »Sleepy Hollow« filmisch umgesetzt von Tim Burton?). Die düstere Atmosphäre des Covers wird komplett durch die Musik aufgehellt, die ich demnächst wieder über meine Stereoanlage laufen lassen werde.
»Forced to kill« ist eine Mischung aus NWoBHM, Judas Priest und Saxon. Sie wird ergänzt durch den Einfallsreichtum von Running Wild sowie dem schnittigen Riffing der Scorpions. Unter dieser wichtigen Voraussetzung kommt man zu dem Ergebnis, dass es innerhalb der Platte keinerlei Verlustleistung gibt, wie sie oft bei modern ausgerichteten Lösungsansätzen zu finden ist.
Ihr werdet ähnliche Beispiele mit der Erfahrung von 30 Jahren in der Welt des Heavy Metals finden.

Der Rundling ist ein Fels in der Brandung mit einer Dauer von über 50 Minuten, ausgestattet mit einer Muskelkraft die er bereits mit dem Opener »Black Rider« zum Ausdruck bringt. Die Scheibe verfügt über eingängige Riffs, die einem schnell vertraut werden.

Jeder Song der in der Trackliste auftaucht, hat sein »warum« und hat einen Refrain der dazu einlädt mitzusingen. »Burning Cross« ist eine starkes Midtempostück, dass seinen thematischen Schwerpunkt auf die Verbrechen des Ku-Klux-Klan legt. »Dying Day« verfügt über ein sehr schönes akustisches Intro, während »Maniac« und »Evil Rules« die gewisse Kombination aus Melodie und Ausstrahlung besitzen. Ich könnte jetzt noch so bis zum letzten Song weitermachen, wo uns mit »Headless Beast« eine echte Hard-Rock-Hymne erwartet. Der Klang der Instrumente wirkt zusammen mit der großen Stimme von Sänger Jürgen Witzler stimmig. Die Produktion ist klar definiert.

So ein Werk wie »Forced to kill« werdet ihr nur alle zehn Jahre einmal in die Hände bekommen, aber wenn, dann ist es wie ein Lebenselexier das einen aufhorchen lässt. Es ist eine Empfehlung an alle Liebhaber von klassischen Klängen. Ich hoffe das nicht wieder zehn Jahre vergehen bis ich einen Nachfolger finden werde.

Gabriele Strano

Quelle: aristocraziawebzine.blogspot.com - Headless Beast - Forced To Kill (italienisches Original)


La tradizione heavy metal in Germania è di quelle che hanno lasciato il segno, inutile dire che da gente come gli Scorpions passando ai Running Wild arrivando sino ai mai troppo osannati Heavens Gate, la terra d'Alemannia di gioie ne ha sempre regalate parecchie non arrestandosi mai.
Sarà che soprattutto nell'ultima decade il revivalismo eighties è divenuto di portata colossale, sarà la voglia di mantenere le radici di un genere vive e vegete dato che i ragazzi che si avvicinano al mondo metal troppo spesso le saltano a piè pari (e c'è da fermarsi un attimo e chiedersi decisamente, perché?), scegliete voi quale sia il motivo che possa aver scatenato tale fenomeno, fatto sta che Stati Uniti ed Europa sembrano aver tacitamente firmato un accordo per ridare splendore all'heavy, fra le miriadi di label e di band che danno il loro contributo a tale opera ci sono anche gli Headless Beast.
Il combo proveniente da Ulm è attivo ormai da oltre una decade e dopo aver rilasciato un ep nel 2004 (»Never Too late«) è solo in questo 2011 che giunge al debutto ufficiale con il full intitolato »Forced To Kill«.
Quello che mi ritrovo fra le mani è un disco totalmente autoprodotto, curato in tutti i dettagli, con il booklet corposo in cui oltre ai testi incrocerete un'immagine per pagine ricostruente la storia del »Cavaliere Senza Testa« (chi non ricorda la leggenda di "Sleepy Hollow" cinematograficamente prodotta da Tim Burton?), l'atmosfera tetra delle facciate verrà riversata interamente nelle note che da lì a poco farò girare nello stereo.
»Forced To Kill« è un cd bastardo, un incrocio fra la NWOBHM di gente come Priest e Saxon, l'intraprendenza dei Running Wild e il taglio nel riffing degli Scorpions, con questa premessa potete tranquillamente arrivare alla conclusione che all'interno del platter di fughe power oriented o soluzioni catchy moderne non ne troverete, sarete proiettati in una dimensione affine al modo d'impostare e vivere l'heavy di una trentina d'anni fa.
Il platter è una roccia con una durata di cinquanta e rotti minuti, è dotato di una muscolarità trainante che già delle prime pulsioni espresse nell'opener »Black Rider«, possedente un paio di riff che affettano, vi diverrà familiare.
Ogni brano presente in tracklist ha il suo perché e avrà quindi modo di attirare la vostra attenzione, »Riding With The Deadman« dal ritornello che t'invita a cantare con sè, »Burning Cross« che pone l'accento sui crimini commessi dal Ku Klux Klan, il mid tempo possente dall'incipit acustico di "Dying Day", l'accoppiata melodica e dal forte carisma composta da »Maniac« e »Evil Rules« e potrei continuare sino a giungere all'ultima in ordine di ascolto »Headless Beast« dove l'hard rock e i suoi anthem ci fanno visita.
La produzione è ben delineata, il suono della strumentazione si equilibra alla grande con l'impatto vocale del cantante Jürgen Witzler autore di una prova quasi da incorniciare.
Se per avere fra le mani lavori come »Forced To Kill« si deve pazientare una decade ben venga, è una botta di vita che sale ascolto dopo ascolto e che consiglio di far propria agli amanti delle sonorità più classiche, augurandomi non passino altri dieci lunghi anni prima di vedere un successore.

Gabriele Strano

Scaturigine: aristocraziawebzine.blogspot.com - Headless Beast - Forced To Kill

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